Sezioniamo il nostro tracciato

Realizzazione dei blocchi

Premetto subito che quanto qui sotto descritto non ha in alcun modo la pretesa di essere un manuale, né vuole essere la VERITA’ ASSOLUTA. E’ solo una descrizione di quanto imparato dal sottoscritto dopo aver cercato su internet un po’ di info e dopo aver ricevuto dei suggerimenti da alcuni amici.

Detto questo passo a trattare l’argomento.

Per poter controllare in modo efficace ed efficiente tramite software il proprio tracciato e sapere in ogni istante dove si trovano le locomotive, dobbiamo dotare il nostro tracciato di blocchi su cui poi andare ad installare dei sensori. Questa operazione si chiama RETROAZIONE. In genere vengono utilizzati dei sensori di assorbimento che inviano un segnale alla centrale quando all’interno del blocco passa un qualsiasi oggetto (principalmente una locomotiva) che assorbe corrente. 

I blocchi possono essere costituiti da più sensori. In generale la regola vuole che in un tratto di binario di passaggio si utilizzi un blocco con un solo sensore, mentre in un tratto di binari dove è prevista la fermata di un treno, si utilizzano 2 o più sensori (per esempio: binario morto, binario di stazione, binario di manovra, ecc..).

Il problema principale riguardante i blocchi, è la lunghezza degli stessi; mentre un blocco di passaggio può avere una qualsiasi lunghezza (ci servirà solo per sapere dove si trova in quel momento il treno), un blocco di fermata in generale sarebbe bene che non fosse mai più corto di 1 metro. In ogni caso, nella maggior parte dei casi il blocco di fermata non deve mai essere più corto del convoglio che vogliamo farci transitare sopra (ovviamente ci sono delle eccezioni, ma l’esperienza ci guiderà nel corretto posizionamento dei sensori; vedremo più avanti questo aspetto).

Da qui si capisce anche quanto sia importante la scelta dello scartamento (scala H0, N o Z) in funzione dello spazio a disposizione.

Ma vediamo nel dettaglio come funzionano, a seconda dei casi, ipotizzando un convoglio lungo al massimo 70 cm (in scala N sono circa una locomotiva + 4 vagoni passeggeri).

1° caso: TRATTO DI BINARIO DI PASSAGGIO: il treno transita in entrambe le direzioni ma non è prevista una fermata. La lunghezza del blocco può essere definita a piacimento e ogni blocco ha un solo sensore.

2° caso: TRATTO DI BINARIO DI PASSAGGIO CON FERMATA SX è DX: il treno transita solo da sinistra verso destra ed è prevista la possibilità che il treno debba fermarsi. In questo caso il blocco sarà costituito da 2 sensori (2 tratti di binario ognuno dei quali collegati ad un sensore): un sensore lungo circa 80 cm almeno, ed un sensore corto (15-20 cm vanno bene). I due sensori costituiscono un solo blocco. Il treno quando entrerà nel TRATTO A, inizierà a rallentare e nel momento in cui entrerà nel TRATTO B, si fermerà.

 

3° caso: TRATTO DI BINARIO DI PASSAGGIO CON FERMATA DX è SX: il treno transita solo da destra verso sinistra ed è prevista la possibilità che il treno debba fermarsi. In questo caso il blocco sarà costituito da 2 sensori (2 tratti di binario ognuno dei quali collegati ad un sensore): un sensore lungo circa 80 cm almeno, ed un sensore corto (15-20 cm vanno bene). I due sensori costituiscono un solo blocco. Il treno quando entrerà nel TRATTO A, inizierà a rallentare e nel momento in cui entrerà nel TRATTO B, si fermerà.

4° Caso: TRATTO DI BINARIO DI PASSAGGIO CON FERMATA, DA DX è SX O SX è DX: il treno transita sul binario provenendo da destra o da sinistra ed è prevista la possibilità che possa fermarsi. In questo caso il blocco sarà costituito da 3 sensori: uno corto, uno lungo ed uno corto, essendo questa situazione il mix del caso 2 e 3. In questo caso avremo un blocco lungo 1.2 metri (20cm + 80 cm + 20 cm). Ipotizzando che il treno arrivi da sx e transiti verso destra, avremo che il sensore del TRATTO A non verrà utilizzato, mentre inizierà a rallentare all’ingresso del TRATTO B per poi fermarsi nel TRATTO C. Se viceversa il treno arriva da DX e procede verso SX, il sensore che verrà ignorato sarà quello del TRATTO 3, mentre all’ingresso del TRATTO B inizierà a rallentare per poi fermarsi nel TRATTO A.

 

E’ importante ricordare che la maggior parte di sensori vanno collegati ad uno solo dei due binari. E’ importante che sia sempre lo stesso binario. NON COLLEGARE MAI I SENSORI A BINARI DIFFERENTI.

Bene, fino a qui i casi più semplici. Ora affrontiamo una caso particolare: cosa succede se lungo la nostra tratta ci sono degli scambi?

Sebbene non esista nulla che ci impedisca di includere lo scambio all’interno di un sensore, la regola (e l’esperienza) vuole che uno scambio non sia mai incluso in un sensore o in un blocco, a meno che non si sia costretti.

Vediamo alcuni casi.

Sicuramente, quello più frequente è quello rappresentato in figura qui sotto.

Nell’esempio abbiamo il classico raddoppio di binario presente in stazione. Se consideriamo che le tratte in rosso rappresentano il sensore di blocco mentre quelle gialle rappresentano le tratte di rallentamento, è importante notare come gli scambi siano esclusi da tutti i blocchi. Inoltre, siccome il treno può arrivare da DX o da SX, sono stati messi 3 sensori su entrambi i rettilinei (TRATTO C, D, E per un rettilineo e TRATTO H, I, L per il secondo). Inoltre è possibile che un treno proveniente da una delle due direzioni, trovi la tratta di binario occupata. Il TRATTO A/B e F/G sono stati aggiunti se vogliamo far fermare il convoglio prima dell’ingresso del doppio binario. In caso contrario sarà sufficiente il solo TRATTO A e G e andranno eliminati i TRATTI B e F.

5° Caso: TRATTO DI BINARIO IN STAZIONE DI TESTA: in presenza di una stazione tutto può sembrare più semplice, ma in realtà è molto più complicato. Perché? Il motivo è molto semplice: in una stazione di Testa abbiamo binari tronchi, il che significa che il punto di ingresso del treno è anche il punto di uscita e la motrice può essere in testa o in coda. Questo significa che le lunghezze del blocco – almeno teoricamente – dovrebbero essere raddoppiate. Detto in altri termini, ci troviamo in una situazione che racchiude sia il caso 2 che il caso 3, ma con la particolarità che il treno entra ed esce dallo stesso lato e non da lati differenti come nel caso 4. Questo implica che prima di realizzare i blocchi dobbiamo capire bene come organizzare i nostri convogli. In pratica i casi che si possono verificare sono per lo più 3:

a)      Il convoglio che entra in stazione ha la loco in testa, ma quando uscirà la loco sarà in coda

b)      Il convoglio che entra in stazione ha la loco in coda, ma quando uscirà sarà in testa

c)       Il convoglio che entra ha la loco in testa, ma poi, tramite apposito sgancia vagoni, faremo in modo che un’altra loco sia agganciata in testa e quindi uscirà con la loco in testa